CON TUTTO IL DOVUTO RISPETTO PER GLI EDICOLANTI
Il vizio dei politicanti, di vedere teoremi giudiziari ovunque,
continua: e non sono soltanto gli esponenti della destra radicale a notare, ad
ogni angolo, presunti accanimenti nei loro confronti.
A quanto pare sono soprattutto i sedicenti socialisti craxiani - ed i loro
amici, in primis i forzitalioti - ad essere colpiti da questa sindrome da fumus
persecutionis.
Lunedì ventidue luglio la Magistratura borghese condanna il ‘signor’ Ottaviano
Del Turco - ex segretario generale dell’Unione Italiana del Lavoro - ad anni
nove e mesi sei di reclusione, per il reato di corruzione in merito alla
vicenda delle tangenti legate alla sanità che hanno travolto, nel 2007, lui e
la Giunta regionale abruzzese da lui presieduta all’epoca dei fatti.
L’indegno personaggio reagisce come ci si aspetterebbe da chi è convinto di non
aver fatto nulla di male - visto che così fan tutti, allora il comportamento
criminale diventa legale - e, in un’intervista all’Unità del giorno seguente,
esclama: “Feroce teorema giudiziario. Io come Enzo Tortora, condannato senza
prove. Del Pd ringrazio solo Marini”, il ‘sindacalista di destra’ che lo ha
appoggiato per tutta la durata del processo.
Ora: se è abbastanza normale che il quotidiano del Partito (sedicente)
Democratico creda - anche contro tutte le prove evidenziate dalla Procura, ed
accolte come sufficientemente documentate dalla Corte che lo ha giudicato -
all’innocenza dell’imputato, trovo indecente che anche questa volta il direttore
(ir)responsabile degli Altri, il tristemente noto Piero Sansonetti, non creda
alla provata colpevolezza dell’ex presidente della regione Abruzzo.
Ecco cosa scrive quello che fu il picconatore finale del quotidiano di
Rifondazione Comunista, Liberazione: “Il problema non è quello della
persecuzione politica o dell’accanimento. La persecuzione è lo spunto, ma il
problema è molto più grave: se la cosiddetta ‘Costituzione materiale’ si
adatterà al metodo (chiamiamolo così) Del Turco-Minetti, la giustizia in Italia
cambierà tutte le sue caratteristiche, sostituendosi allo stato di diritto. E
ci rimetteranno decine di migliaia di persone. E saranno riempite le carceri di
persone innocenti (forse lo scribacchino non sa che le prigioni italiane sono
zeppe di persone in attesa di giudizio, e quindi innocenti sino a prova
contraria, n.d.r.)”.
La domanda è: perché la Giustizia borghese non dovrebbe perseguire un reato
soltanto perché il suo autore non è, o almeno così dice, in buona salute?
D’altra parte non è che Artuto Diaconale, direttore responsabile dell’Opinione,
nell’edizione del ventiquattro luglio, faccia di meglio: solo che lui ed il suo
fogliaccio fanno parte della destra radicale - i cui altri quotidiani di
riferimento finora, forse per un minimo di pudore, non hanno proferito favella
in merito alla vicenda - quindi in qualche modo sono giustificati.
Già il titolo - “Giudizio o pregiudizio?” - è una schifezza; ma è l’incipit
dell’articolo ad essere indecente: “Giudizio o pregiudizio? Questo è il
problema. Per nulla amletico ma fin troppo concreto. Perché se il Tribunale di
Milano emette una condanna a sette anni nei confronti di Silvio Berlusconi al
termine di un processo in cui non è emersa alcuna prova a carico dell'imputato
e se il Tribunale di Pescara commina nove anni all'ex Governatore dell'Abruzzo
Ottaviano Del Turco senza che nel dibattimento sia emersa alcuna prova concreta
della presunta corruzione del personaggio in questione, il dilemma diventa
obbligatorio”.
Come sempre, il Sansonetti non capisce niente, mentre il Diaconale almeno fa il
suo mestiere di imbrattacarte prezzolato dai potenti: non si comprende perché
mai, esseri del genere, possano continuare impunemente a svolgere un lavoro
nobile, come quello del giornalista, rovinando così la reputazione delle
persone serie che svolgono con coscienza lo stesso difficilissimo mestiere;
farebbero meglio ad andare a fare i giornalai, con tutto il rispetto per gli
edicolanti.
Genova, 27 luglio 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com